Indice
1 - Formidabili quegli anni
2 - Humphrey Bogart
3 - Felicità?
4 - In via di estinzione
5 - Un mondo fantastico
6 - Una buona azione
7 - Campioni del mondo
8 - Facile pietà
9 - Via delle Bagasce
10 - La solitudine del Lenzi
11 - Tamponamento
12 - Io e Chang
13 - Pescatore di Burano
14 - Aglio e trasporti
 
   
Facile pietà di ex-terrestre

Compare a piazzale Roma nel primo pomeriggio, chissà da dove arriva, dai vaporetti? da S. Margherita? e se non fosse mai uscito dal piazzale degli autobus? Una curiosità da poco comunque, un’inezia da perdigiorno. Si dirige con passo sicuro verso il 2, non indossa gli occhiali malgrado il sole d’agosto sia estremamente fastidioso, la sinistra libera, la destra tiene il guinzaglio del cane. E’ proprio un bel cane, di pelo chiaro, è di stazza grande ma non è un pastore tedesco, pare buono tuttavia. Quando sale sull’autobus alcuni si spostano, altri fanno cenni muti agli amici perché lascino sgombero il passaggio, neanche avesse una malattia contagiosa, ma forse è solo gentilezza, una gentilezza imbarazzata però. Al vecchio signore qualcuno cede il posto con il più cortese dei “Si accomodi”, il cane quieto si accoccola sotto i piedi, pare si renda conto di essere grande, cerca di occupare meno spazio possibile, pare voglia disturbare il meno possibile. Il 2 ingrana la marcia e inizia il suo viaggio verso Mestre. Nell’autobus qualcuno chiacchiera e qualcuno resta in compagnia solo dei suoi pensieri. Il vecchio e il cane non possono che attirare l’attenzione, qualcuno sbircia verso i due, ma senza dare nell’occhio, quasi temano di incrociare lo sguardo del vecchio. Dove scenderà? qualcuno si chiede, Forse bisogna informarsi e aiutarlo? Ma come fare? Se si offendesse? Dal vecchio non trasudano emozioni, sta lì in silenzio con i suoi pensieri, forse coglie l’imbarazzo dei presenti, forse ne ride sotto i baffi che non ha, forse non gliene frega niente. Eppure è tanto semplice, una curva a gomito verso destra, un’altra verso sinistra poco più avanti, un semaforo rosso quando va bene, il rumore delle valigie che rotolano e l’autobus che si svuota davanti alla stazione dei treni. Qualche altro segnale forse, intuito, un odore di kabab a metà di via delle Bagasce, l’acciottolato davanti alla chiesa. Chiederà informazioni tra poco? Non so e non lo saprò mai, scendo davanti a casa e vedo l’autobus ripartire con la sua proverbiale e stanca indifferenza. Rimango ancora un attimo a pensare, “No”, mi dico, “quando arriverà il suo momento, prenoterà la fermata, chiederà permesso e scenderà senza esitare. Appena scesi, il cane lascerà un piccola traccia di urina contro il lampione più vicino”. Me ne vado rasserenato dalla mia supposizione che ormai vale quanto una verità, “L’indifferenza è inciviltà ma la facile pietà è decisamente peggio, cosa significhino dignità e indipendenza non sempre è semplice imparare, forse una lezione ce l’ha data quel vecchio cieco”.

 
 
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